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lunedì 5 novembre 2012

Punto di svolta

Giornate dense queste, l'uragano Sandy spazza la costa nord degli Stati Uniti proprio qualche giorno prima dell'election day (per inciso, domani 6 novembre, il tradizionale martedì), aggiungendo benzina al fuoco selvaggio degli argomenti elettorali Obama vs Romney (quest'ultimo campione mondiale di gaffes e dichiarazioni fuori tempo massimo).
In Italia regna un paesaggio di desolante piattume, Renzi polemizza con Bersani che polemizza con Vendola che polemizza con Casini che polemizza con Berlusconi che...si scusa (!) con gli italiani nell'ultimo libro di Vespa, fondi che spariscono, emendamenti che compaiono e scompaiono che manco una cospirazione pro-Ufo, Di Pietro che litiga con tutto il mondo e disfa l'IDV con scorno dei suoi parlamentari e militanti, nel frattempo il mondo del lavoro e imprenditoriale in generale sono alla canna del gas e a parte qualche timido segnale di ottimismo, non sembra che ci attenda alcuna luce in fondo al tunnel, almeno per ora.
Tuttavia non serve essere pessimisti, non guadagnamo niente a chinare il capo di fronte alla nebbia fitta dell'italiana inanità perché se l'Italia-sistema è un carrozzone scassato senza più speranze, gli italiani, alcuni italiani, sanno lasciare ancora il segno e fare la differenza, nonostante le avversità, nonostante la peggiore delle tragedie.


martedì 7 agosto 2012

È giusto che esistano partiti "confessionali"?

Stamattina ascoltavo una nota trasmissione su Radio24 che in questa pausa estiva che spesso si danno i palinsesti cambiando conduzione e anche temi, affrontava l'amletico dubbio dei i cattolici (italiani) dovessero o meno costituirsi in un movimento politico per dare forza e voce ai propri valori.
Ora per chi vuole sentirsi tutti gli interventi può andare qui e mi risparmio di riassumere la banalità degli interventi e dei propositi degli ospiti (vari esponenti del mondo cattolico di più o meno note associazioni). Si variava dall'apologia dell'agire cattolico, in particolare si portava l'esempio, fulgido, della Lombardia e della sua sanità alle retoriche lamentazioni sulle obiezioni degli ascoltatori sulla opportunità di un partito "cattolico" del tipo: "chè forse i cattolici non hanno dititto di avere rappresentanza politica?" e amenità del genere che andavano bene ai tempi di Sturzo (dove penso erano ancora fermi i tipi del programma, conduttore a parte).

Il punto è un altro: a chi risponde un partito che si vuole dire cattolico, quindi sì portatore di "valori" o presunti tali ispirati da una impostazione confessionale, religiosa ma che per definizione stessa non è laica al contrario è emanazione diretta della Chiesa Cattolica. È quest'ultima che decide cosa è "valore" cattolicamente inteso e cosa no.
A chi risponderebbe perciò un partito/movimento cattolico qualora avesse la capacità di influenzare direttamente con la sua azione politica, magari amministrativa o di governo addirittura, il paese? Agli elettori (i propri)? Alla Costituzione Italiana (laica per impostazione e aconfessionale, in teoria)? O risponderebbe alla CEI e al Papa?
Da qualunque altra parte del mondo sarebbero domande pellegrine ma non in Italia, dopo la Chiesa con la C maiuscola ce l'abbiamo dentro casa e come una matriarca in una grande famiglia non passa minuto che non renda manifesti i suoi rimbrotti, le sue lamentele e le sue minacce velate (perchè i soldi suoi li tiene ben stretti sotto al materasso).

Nella trasmissione i valori cattolici sembravano ridursi ridolmente a due: un'economia liberale contro un'economia statalista e sostegno alla famiglia (evviva!). Guarda un po', gli stessi ridicoli obiettivi di un altrettanto ridicolo e deleterio governo che non solo a parole era liberale e familista (se si trattava del capo) ma ci ha condotto sull'orlo del baratro (e per poco non ci dava pure una spinta).

E poi un'altra domanda: chi sarebbero questi elettori cattolici che voterebbero un simile partito dopo gli scandali degli ultimi anni, della politica e della Chiesa? O i "valori" sono solo una parola vuota per assicurarsi il sostegno di chi non riesce a guardare ai nuovi assetti mondiali, da cui l'Italia è sempre più esclusa, delle grandi industrie e dei pezzi di società che temono il futuro e vogliono sentirsi al sicuro?
E avrebbero la stessa tolleranza se fra qualche anno si costituisse un partito "islamico" in Italia?