Premesso che:
1 - sono eterosessuale, sposato con prole
2 - "ho smesso di credere in dio quando ho raggiunto l'età della ragione" (tanto per parafrasare il compianto Gerorge Carlin...)
3 - non credo che l'omosessualità sia una malattia o un aberrazione ma una forma di espressione della natura umana che rimane la stessa nella sua imperfezione
4 - l'Amore non esiste ma esistono persone che amano, odiano, desiderano, sperano...
5 - non esiste una "somma totale" di diritti da concedere e che diminuisce all'aumentare delle persone che le chiedono, esistono persone e i diritti si concedono a tutti o a nessuno, al netto dei comportamenti che li fanno decadere
6 - esistono credenti che guardandosi intorno si sono rese conto che sono passati 2000 anni dalla nascita di Gesù Cristo e poco meno di mille dall'ultima crociata
7 - tutto l'esistente è Natura, non quello che decidiamo lo sia
8 - gli omosessuali non si riproducono (ma è un falso problema per chi ha remore etiche se l'etica fosse un appendice della fede, l'essere umano ha oggi altre opzioni per procreare), se ci estingueremo è perchè chi può farlo non può o non vuole (anche questo è un diritto)
9 - la famiglia "tradizionale" ha già fallito da secoli nella sua impostazione patriarcale e gerarchizzata a immagine della piramide cattolica
10 - questa lista è già troppo lunga e barbosa
come si fa, no dico come si fa ancora oggi, ç@$$Ø no dico come si fa...insomm,a grazie a Saverio Tommasi (e a Simone Fini per la segnalazione). Enjoy it!
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venerdì 31 agosto 2012
martedì 7 agosto 2012
È giusto che esistano partiti "confessionali"?
Stamattina ascoltavo una nota trasmissione su Radio24 che in questa pausa estiva che spesso si danno i palinsesti cambiando conduzione e anche temi, affrontava l'amletico dubbio dei i cattolici (italiani) dovessero o meno costituirsi in un movimento politico per dare forza e voce ai propri valori.
Ora per chi vuole sentirsi tutti gli interventi può andare qui e mi risparmio di riassumere la banalità degli interventi e dei propositi degli ospiti (vari esponenti del mondo cattolico di più o meno note associazioni). Si variava dall'apologia dell'agire cattolico, in particolare si portava l'esempio, fulgido, della Lombardia e della sua sanità alle retoriche lamentazioni sulle obiezioni degli ascoltatori sulla opportunità di un partito "cattolico" del tipo: "chè forse i cattolici non hanno dititto di avere rappresentanza politica?" e amenità del genere che andavano bene ai tempi di Sturzo (dove penso erano ancora fermi i tipi del programma, conduttore a parte).
Il punto è un altro: a chi risponde un partito che si vuole dire cattolico, quindi sì portatore di "valori" o presunti tali ispirati da una impostazione confessionale, religiosa ma che per definizione stessa non è laica al contrario è emanazione diretta della Chiesa Cattolica. È quest'ultima che decide cosa è "valore" cattolicamente inteso e cosa no.
A chi risponderebbe perciò un partito/movimento cattolico qualora avesse la capacità di influenzare direttamente con la sua azione politica, magari amministrativa o di governo addirittura, il paese? Agli elettori (i propri)? Alla Costituzione Italiana (laica per impostazione e aconfessionale, in teoria)? O risponderebbe alla CEI e al Papa?
Da qualunque altra parte del mondo sarebbero domande pellegrine ma non in Italia, dopo la Chiesa con la C maiuscola ce l'abbiamo dentro casa e come una matriarca in una grande famiglia non passa minuto che non renda manifesti i suoi rimbrotti, le sue lamentele e le sue minacce velate (perchè i soldi suoi li tiene ben stretti sotto al materasso).
Nella trasmissione i valori cattolici sembravano ridursi ridolmente a due: un'economia liberale contro un'economia statalista e sostegno alla famiglia (evviva!). Guarda un po', gli stessi ridicoli obiettivi di un altrettanto ridicolo e deleterio governo che non solo a parole era liberale e familista (se si trattava del capo) ma ci ha condotto sull'orlo del baratro (e per poco non ci dava pure una spinta).
E avrebbero la stessa tolleranza se fra qualche anno si costituisse un partito "islamico" in Italia?
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