Ogg è un vecchietto anche lui, ma con tantissima energia in corpo, ma Alice Cooper lo voterei come presidente!
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lunedì 22 aprile 2013
Ri-eletto!
L'artritico panorama politico italiano ci regala un'altra bella perla da sfoggiare a eterno testimone del genio italico nell'arte di arrangiarsi (campare è la prima concausa di disonestà): il paese vuole il cambiamento, ulula alla casta di scomparire, si irrigidisce ogni qual volta un politico di professione, se così vogliamo chiamarli, piomba in picchiata come un predatore su una poltrona che conta? Allora si brucia ogni possibile candidato con un minimo di credibilità internazionale, allontaniamo i neo eversivi benché democraticamente e legittimamente eletti cittadini M5S e già che ci siamo bruciamo anche il loro candidato alla PdR (che sarebbe pure di sinistra...) e rivotiamo il caro e vecchio Napolitano, che tanto ci appoggia il PdL, facciamo un altro governo del Presidente per 9-12 mesi poi torniamo a rivotare (e nel frattempo la ggente s'è scordata lo scordabile umano!). Una soluzione ideale per questo paese per anziani, nel corpo e nella mente...
Ogg è un vecchietto anche lui, ma con tantissima energia in corpo, ma Alice Cooper lo voterei come presidente!
Ogg è un vecchietto anche lui, ma con tantissima energia in corpo, ma Alice Cooper lo voterei come presidente!
domenica 14 aprile 2013
Non mi esce dalla testa (11)
Vincent Damon Furnier è noto ai più con lo pseudonimo di Alice Cooper ovverosia "the grandfather of rock". È un pinto di riferimento per il glam rock degli inizi in America, influenzato dal blues e dalla Brit invasion e dalla tradizione musicale nera ma rielaborata con uno stile unico, molto teatrale e scenico che il buon Vincent sviluppa nel suo personale teatro degli orrori, divenuto il suo marchio di fabbrica.
Come molti rocker, quando non è intento a inneggiare a sesso, droga e, nel suo caso, a sangue e freak vari, Alice sa creare delle ballate struggenti e melodiose, come Hello, Hooray, brano del 1973.
Inserito nell'album Billion Dollar Babies, primo grande successo commerciale del cantante che calcava le scene già da qualche anno, la canzone esprime l'atmosfera che precede l'inizio di un concerto, con la gioia e l'eccitazione che sale per le le luci che si spengono e le urla del pubblico. È l'appagamento dell'artista che dopo tanti sacrifici finalmente canta la sua canzone e si sente forte e invincibile...God, i feel strong, so strong!
Come molti rocker, quando non è intento a inneggiare a sesso, droga e, nel suo caso, a sangue e freak vari, Alice sa creare delle ballate struggenti e melodiose, come Hello, Hooray, brano del 1973.
Inserito nell'album Billion Dollar Babies, primo grande successo commerciale del cantante che calcava le scene già da qualche anno, la canzone esprime l'atmosfera che precede l'inizio di un concerto, con la gioia e l'eccitazione che sale per le le luci che si spengono e le urla del pubblico. È l'appagamento dell'artista che dopo tanti sacrifici finalmente canta la sua canzone e si sente forte e invincibile...God, i feel strong, so strong!
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