Stasera, concertone per l'Emilia a Bologna dove la regione prevalentemente colpita dal terrremoto il 20 e 29 maggio con le scosse più forti e con le conseguenze più devastanti (colpite però anche varie zone della Lombardia e del Veneto) mette in campo i suoi artisti più noti per gridare un enorme "coraggio!" a tutti gli emiliani per rialzarsi da questo duro colpo alle loro vite e raccogliere più fondi possibile per avviare la ricostruzione. L'Emilia siamo anche noi ed è un dovere dare il nostro piccolo contributo. Tra gli artisti, che sono innumerevoli vista la prolificità di cantanti e cantautori di questa terra, manca giusto Lucio Dalla ma è il suo spirito è comunque presente nelle canzoni e nelle collaborazioni che ha fatto, spicca il ritorno di Caterian Caselli, il "casco d'oro", che torna a cantare in pubblico dopo 40 anni e che ancora incanta con la sua voce e la sua interpretazione, fa sempre venire i brividi la sua "Insieme a te non ci sto più".
Tre anni fa se ne andava anche Michael Jackson, purtroppo ricordato negli anni precedenti la sua morte più per le sue controversie giudiziarie legate alla sua presunta pedofilia e per la sua vita scollegata imbavagliata in un limbo da eterno Peter Pan a cinquantanni, schiavo delle sue psicosi e da una selva di parassiti che l'hanno divorato separandolo dal mondo. Musicalmente non lo apprezzavo più da tempo, sembrava ormai persa sia la freschezza del suo pop che la voglia di osare, annegato nelle classifiche dominate dall'hip hop, dal gangsta rap e dalla dance sofisticata dei dj newyorkesi ed europei ma rimango affettuosamente legato a Thriller (1982) e al suo ultimo best selling album Bad (1987), più o meno l'inizio e la fine degli anni 80.
Qualcosa vorrà dire, dopo tutto.
Nel paese europeo a più elevato rischio sismico e nonostante questo, devastato dai terremoti, non fa nulla per impedire che vi siano ancora vittime per scosse che altrove provocano appena qualche brivido, dove gli scandali legati alle frodi sportive avviliscono i veri sportivi e gli ingenui che guardano certi atleti ancora con lo sguardo sognate di chi pensa che lo sport sia una metafora della vita (sudore e fatica che riscattano e fanno esplodere di gioia e partecipazione), dove la massima carica di una fetta di cristianità è al centro di scandali molto poco puliti legati a lotte di potere molto poco pie e molto italiane, si rinnova la tragedie di quelle donne che per aver voluto affermare la propria esistenza, i propri diritti a scegliere per se stesse, si ritrovano da sole ad affrontare la follia (?) di uomini per i quali tutto questo è inaccettabile e che, pusillanimi, non hanno neanche il coraggio di affrontare le conseguenze della propria bestialità.