La scorsa settimana sono corso al cinema a vedere Captain America - the Winter Soldier, il secondo capitolo del personaggio più a stelle e strisce (letteralmente) del fumetto americano. Le attese erano elevate, i teaser e quindi i trailer avevano dato l'impressione di un cambio di passo nella gestione di questa icona ingombrante, tutta patriottismo e torta di mele, i primi rumors delle proiezioni test e poi le premiere ne avevo successivamente parlato in termini entusiastici.
La faccio breve anche perché c'è chi lo spiega meglio di me: personalmente il film è una bomba, attori in parte, trama solida (con qualche scorciatoia qua e là che non danno nell'occhio più di tanto), azione ben orchestrata, insomma le due ore di spettacolo filano via che è un piacere ed io e il mio compagno di poltroncina ce ne torniamo a casa con le dita in segno di vittoria e tanta voglia di cantare Star Spangled Banner, nonché di donare tutto il contenuto dei nostri portafogli alla prima fortunata fumetteria che ci vendesse l'opera omnia del Cap di Simon&Kirby ma anche di Brubaker&Eptig (più io che lui, mi sa), poi desistiamo perché sono le 1.30 e l'indomani andiamo entrambi a lavoro.
I giorni successivi l'entusiasmo non cenna a passare e continuo a ripercorrere mentalmente il film cercando di decidere quale sequenza giudicare la migliore. Nell'impossibilità di stabilirlo, mi rendo conto che nonostante non abbia mai accettato la scelta di farle interpretare la Vedova Nera, Scarlett Johansson in questo film finalmente non sfigura: sarà stato lo screentime? Sarà stato che gli avranno spiegato un po' di più il background del suo personaggio? Fatto sta che comincio a concentrare la mia attenzione sulla bionda e ancora non trentenne attrice americana, di come non sopporti la sua voce roca e bassa (che ha prestato ad un SO virtuale in Her - Lei e che volevano addirittura premiarla!) e da quanto tempo sia in giro e di quanti film abbia fatto e con quali registi ed attori e improvvisamente mi torna in mente la prima volta che l'ho vista, sarà stato più di dieci-dodici anni fa in un bel film, tratto dalla graphic novel omonima, che si chiama Ghost World e di come quella ragazzina un po' strana e molto acerba (non dava proprio l'impressione di come sarebbe "maturata") dalla voce sempre roca e bassa ma di uno sgraziato che si addiceva al suo personaggio faceva il perfetto paio con la vera protagonista del film. Che era una ragazzina ancora più strana e freak, interpretata da Thora Birch.
E allora mi sono chiesto: ma che cazzo di fine ha fatto Thora Birch?
Correva l'anno 2000, gli Stati Uniti si erano incartati con le elezioni presidenziali che manco uno staterello dell'est europa e New York teneva ancora le Twin Towers. Il film dell'anno è American Beauty, girato l'anno prima, vince tutti i premi più importanti agli Oscar, consacra le carriere di Sam Mendes, Kevin Spacey e Annette Bening, lancia la carriera Alan Ball, che firmerà di lì a poco il suo capolavoro e io vado a vederlo al cinema con la mia fidanzata di allora, che oggi è mia moglie. Il film è un piccolo gioellino ricco di frammenti entrati nel pulviscolo del pop collettivo: Mena Suvari coperta di petali di rosa, il sacchetto di plastica che svolazza casualemente al soffio del vento immortalato da una camera a mano, Annette Bening che spolvera l'appartamento in sottoveste e guanti di gomma, l'espressione beata di Spacey con il cranio sfondato e mille altre.
Thora Birch è una giovane ma sconosciuta attrice che di colpo si trova proiettata per la sua interpretazione nello stardom di Hollywood. Sembra una versione reloaded per il nuovo millennio di Christina Ricci: più carina ma non meno carismatica, incarna perfettamente la teenager inquieta e malinconica della porta accanto, che odia i suoi per la loro vacuità e superficialità (ma non sembra interessarsene veramente), che mal sopporta le vanterie dell'amica cheerleader per la quale il padre sembra aver perso la testa, e si lega infine al figlio del vicino.
Thora Birch inizia ad essere richiestissima ma viene chiamata ad interpretare personaggi un po' borderline, ambigui e inquietanti, come nel mediocre The Hole, ma in Ghost World mi è sembrato esprimere a pieno quel potenziale espressivo che in American Beauty veniva costretto a satellite della storyline di Kevin Spacey che era il vero protagonista, e questo grazia anche al materiale di partenza di Daniel Clowes.
Ghost World non è stato un successo al botteghino ma pur rimanendo un piccolo capolavoro ha segnato in qualche modo questo strano passaggio di testimone tra Thora Birch, la ragazza delle inquietudini, del romanticismo indecifrabile e fragile dei teenager orfani di Cobain e indeboliti più che rafforzati dagli anni '90, la magnetica freak da cinema indipendente, a Scarlett Johansson, il brutto anatroccolo che diventerà prima cigno (grazie a Lost in Translation) e poi star planetaria (La ragazza con l'orecchino di perla).
Dopo Ghost World, tre anni sulla cresta dell'onda da American Beauty, un passo falso con Dungeons & Dragons, la carriera di Thora sprofonda nell'anonimato, in film sempre più mediocri e anonimi, licenziamenti vari, genitori ingombranti (due ex porno attori degli anni '70) o tutt'e due insieme.
Internet sia lodato, si fanno ciclicamente la stessa domanda in America, non foss'altro per avere del materiale per riempire qualche boxino vacante, ed è facile trovare qualche sua intervista dove sfodera la sua tempra, il suo carattere tosto che non scende a compromessi, proprio quello che forse l'ha portata all'apice di Hollywood con altrettanta facilità e rapidità con la quale è stata messa poi in un angolo.
Ha un blog, che lei stessa frequenta poco, e sebbene molti suoi inconsapevoli fan l'hanno ormai dimenticata e aggrottano la fronte al nominarla (thora-chi?), io spero sempre da profondo romanticone melenso e stucchevole che in fondo sono, di vederla risplendere di nuovo nel giusto ruolo, nel giusto film, al momento giusto, oggi che a 32 anni è ancora una giovane attrice con qualche errore di troppo forse nelle scelte professionali ma magari non con ancora molte frecce al suo arco.
L'America è la terra delle opportunità ma anche delle seconde possibilità.
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venerdì 4 aprile 2014
Thora Thora
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mercoledì 19 febbraio 2014
FERMI TUTTI! Il trailer de I GUARDIANI DELLA GALASSIA
Mentre in Italia si discute affannosamente quando cadrà il prossimo governo, il resto del mondo ha la possibilità di farsi prendere incuriosire dal prossimo oggetto misterioso targato Marvel, ovverosia Guardians of the Galaxy, il cui primo trailer è stato messo online da oggi.
Bisogna innanzitutto essere dei fini conoscitori dell'Universo della Casa delle Idee per conoscere chi siano questi personaggi che a prima vista sembrano più affini alle atmosfere spaziali di Star Wars che alle ambientazioni terrestri e asgardiane degli eroi Marvel, quantomeno alle loro controparti sul grande schermo (nota a margine: anche se non ancora ufficialmente decaduto, mi rifiuto di continuare ad usare l'espressione "personaggi di celluloide"...).
Innanzitutto i GotG che vedremo al cinema derivano dall'ultima incarnazione degli omonimi eroi marvel creati sul finire dei '60 (che operavano nel futuro e precisamente nell'anno 3000) ma sono la creazione di due autori di fantascienza Dan Abnett e Andy Lanning, tra i primi scrittori a contaminare le loro carriere con il medium fumetto, il comics in particolare. Dopo un ottimo ciclo di storie a cavallo tra il secolo scorso e il ventunesimo secolo sulle testare DC della Legion of Super Heroes (soprattutto Legion Lost), i due sono poi passati alla Marvel dove hanno rivitalizzato la parte più spaceoperistica del mondo di Spider Man e co, con il ciclo di Annihilation e Nova, cicli da cui appunto sono emersi questi nuovi GotG (oggi disegnati dalla grande e italianissima Sara Pichelli sui testi di Brian M. Bendis).
C'è da pensare che la Marvel produce in prima linea i suoi film a partire dal 2008 con Iron Man, licenziando i diritti per gli altri personaggi ad altre case di produzione (la Columbia Pictures detiene Spiderman, la Twentieth Century Fox gli X-men), e dal mondo dei Vendicatori (o meglio Avengers come anche in Italia ormai sono noti) ha sviluppato un universo coeso, con un piano industriale preciso ma potente come n rullo compressore. E tutto questo ha pagato: chi avrebbe pensato fino a qualche anno fa che Batman avesse dovuto contendere quantomeno il successo al botteghino con il ben poco noto supergruppo della Marvel? Solo Hulk era il più riconoscibile ma gli altri?
Ora è scattata la fase 2, che porta non solo al secondo capitolo degli Avengers, attesissimo, ma che prevede l'espansione nei film e nella tv: oltre ai nuovi capitoli dei singoli Avengers (Iron Man, Captain America e Thor), si esplorano nuovi mondi con GotG e che Ant-Man al cinema, con Agent of SHIELD in tv, dove è già stato sperimentato il crossover con Thor 2, e sono in cantiere altre serie e altri progetti.
La prossima volta, magari al nuovo trailer esteso, mi piacerebbe parlare dei registi James Gunn e Edgar Wright, che forse è la parte più curiosa di questi film da punto interrogativo.
Già disponibile la versione italiana:
Bisogna innanzitutto essere dei fini conoscitori dell'Universo della Casa delle Idee per conoscere chi siano questi personaggi che a prima vista sembrano più affini alle atmosfere spaziali di Star Wars che alle ambientazioni terrestri e asgardiane degli eroi Marvel, quantomeno alle loro controparti sul grande schermo (nota a margine: anche se non ancora ufficialmente decaduto, mi rifiuto di continuare ad usare l'espressione "personaggi di celluloide"...).
Innanzitutto i GotG che vedremo al cinema derivano dall'ultima incarnazione degli omonimi eroi marvel creati sul finire dei '60 (che operavano nel futuro e precisamente nell'anno 3000) ma sono la creazione di due autori di fantascienza Dan Abnett e Andy Lanning, tra i primi scrittori a contaminare le loro carriere con il medium fumetto, il comics in particolare. Dopo un ottimo ciclo di storie a cavallo tra il secolo scorso e il ventunesimo secolo sulle testare DC della Legion of Super Heroes (soprattutto Legion Lost), i due sono poi passati alla Marvel dove hanno rivitalizzato la parte più spaceoperistica del mondo di Spider Man e co, con il ciclo di Annihilation e Nova, cicli da cui appunto sono emersi questi nuovi GotG (oggi disegnati dalla grande e italianissima Sara Pichelli sui testi di Brian M. Bendis).
C'è da pensare che la Marvel produce in prima linea i suoi film a partire dal 2008 con Iron Man, licenziando i diritti per gli altri personaggi ad altre case di produzione (la Columbia Pictures detiene Spiderman, la Twentieth Century Fox gli X-men), e dal mondo dei Vendicatori (o meglio Avengers come anche in Italia ormai sono noti) ha sviluppato un universo coeso, con un piano industriale preciso ma potente come n rullo compressore. E tutto questo ha pagato: chi avrebbe pensato fino a qualche anno fa che Batman avesse dovuto contendere quantomeno il successo al botteghino con il ben poco noto supergruppo della Marvel? Solo Hulk era il più riconoscibile ma gli altri?
Ora è scattata la fase 2, che porta non solo al secondo capitolo degli Avengers, attesissimo, ma che prevede l'espansione nei film e nella tv: oltre ai nuovi capitoli dei singoli Avengers (Iron Man, Captain America e Thor), si esplorano nuovi mondi con GotG e che Ant-Man al cinema, con Agent of SHIELD in tv, dove è già stato sperimentato il crossover con Thor 2, e sono in cantiere altre serie e altri progetti.
La prossima volta, magari al nuovo trailer esteso, mi piacerebbe parlare dei registi James Gunn e Edgar Wright, che forse è la parte più curiosa di questi film da punto interrogativo.
Già disponibile la versione italiana:
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mercoledì 15 maggio 2013
La Marverl torna in Tv
In effetti sono lontani i fasti de L'Incredibile Hulk, serie ormai leggendaria di più di trent'anni fa, dove la Marvel "prestava" uno dei suoi pezzi da novanta al piccolo schermo e che fu un grande successo grazie all'intensità di Bill Bixby e alla fisicità di Lou Ferrigno (e il celebre tema finale The Lonely Man, con il quale si chiudeva ogni episodio!)
Oggi la Marvel è un colosso dell'enterteinment e i fumetti sono solo la punta dell'iceberg, i colpi messi a segno al cinema si traducono oggi nell'avvio della nuova serie tv S.H.I.E.L.D., che verrà trasmessa dall'ammiraglia ABC questo autonno (rete in chiaro della Disney, impero multimediale oggi proprietaria della Marvel).
La serie è incentrata sula agenzia spionistica dell'universo a fumetti omonima, che nei fumetti come al cinema, è il collante principale delle varie testate e comprimaria, quando non protagnista assoluta, di molte vicende dei supereroi della Casa delle Idee. Sarà curioso vedere come il mondo di carta si tradurrà sullo schermo, se ci sarà più coerenza con i film legati agli Avengers o se saprà creare un mondo più allargato con elementi più spionistici che fantastici. Vedremo qualche importante guest star? In mancanza di Nick Fury (Samuel L.Jackson), che dello S.H.I.E.L.D. sarebbe il capo e di Maria Hill, il suo braccio destro (Cobie Smulders di How Met Your Mother), il link è rappresentao dall'agene Coulson (Clark Clegg), presente fin dal primo Iron Man del 2008, che però sarebbe anche un po' morto in The Avengers...chissà con quale espediente lo resuscitano (per altro, evento abbastanza comune in casa Marvel).
Oh, dimenticavo. Lo showrunner, cioè quello che dirige la baracca per intenderci, è il deus ex machina degli Avengers, Joss Whedon, (quello di Buffy, per intenderci, di Firefly, che non ho visto ma tutti ripiangono e anche di Dollhouse di dice un gran bene) e questo a garanzia che il prodotto sarà quantomeno godibile e coerente!
Oggi la Marvel è un colosso dell'enterteinment e i fumetti sono solo la punta dell'iceberg, i colpi messi a segno al cinema si traducono oggi nell'avvio della nuova serie tv S.H.I.E.L.D., che verrà trasmessa dall'ammiraglia ABC questo autonno (rete in chiaro della Disney, impero multimediale oggi proprietaria della Marvel).
La serie è incentrata sula agenzia spionistica dell'universo a fumetti omonima, che nei fumetti come al cinema, è il collante principale delle varie testate e comprimaria, quando non protagnista assoluta, di molte vicende dei supereroi della Casa delle Idee. Sarà curioso vedere come il mondo di carta si tradurrà sullo schermo, se ci sarà più coerenza con i film legati agli Avengers o se saprà creare un mondo più allargato con elementi più spionistici che fantastici. Vedremo qualche importante guest star? In mancanza di Nick Fury (Samuel L.Jackson), che dello S.H.I.E.L.D. sarebbe il capo e di Maria Hill, il suo braccio destro (Cobie Smulders di How Met Your Mother), il link è rappresentao dall'agene Coulson (Clark Clegg), presente fin dal primo Iron Man del 2008, che però sarebbe anche un po' morto in The Avengers...chissà con quale espediente lo resuscitano (per altro, evento abbastanza comune in casa Marvel).
Oh, dimenticavo. Lo showrunner, cioè quello che dirige la baracca per intenderci, è il deus ex machina degli Avengers, Joss Whedon, (quello di Buffy, per intenderci, di Firefly, che non ho visto ma tutti ripiangono e anche di Dollhouse di dice un gran bene) e questo a garanzia che il prodotto sarà quantomeno godibile e coerente!
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martedì 3 aprile 2012
La (giovane) vendetta si avvicina...
Il film, quello vero, arriva a fine aprile in Italia! Can't wait about that!
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venerdì 11 febbraio 2011
Manca poco...
Captain America: First Avenger
X-Men: First Class (!!!)
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